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San Francesco di passaggio a San Leo
San Francesco d’Assisi dopo un lungo girovagare, dopo aver aiutato Chiara fuggita da casa a rivestire l’abito religioso,
dopo aver compiuto un secondo viaggio verso Roma per informare il Pontefice Innocenzo III sugli sviluppi dell’Oriente e aver
attraversato la Toscana e la Romagna, fermandosi ala terra, tutt’ora chiamata, Montefeltro, riuscì l’8 Maggio 1213 a farisi
invitare al Palazzo dei Conti Nardini.
In una sala al secondo piano del nucleo centrale di questo severo palazzo, San Francesco d’Assisi, presente per l’investitura
di Montefeltrano II da Montefeltro a cavaliere, ebbe l’occasione di incontrare il Conte Orlando Cattani da Chiusi.
Tale incontro fu suggellato da una predica che il Santo tenne su i versi di una canzone amorosa decantata in quel tempo:
“Tanto è il bene che m’aspetto ch’ogni pena m’è diletto”.
Le fervide parole del Santo toccarono in modo speciale l’anima del Conte Orlando, che pensò di regalare a San Francesco un Monte solitario,
conosciuto col nome di La Verna, ritenendolo adatto a chiunque volesse fare penitenza.
Con queste parole il Conte Orlando Catani suggellava il suo dono:
Io ho in Toscana uno monte divotissimo il quale si chiama monte della Vernia, lo quale è molto solitario e salvatico ed è troppo bene atto
a chi volesse fare penitenza, in luogo rimosso dalle gente, o a chi desidera fare vita solitaria. S’egli ti piacesse, volentieri Io ti donerei
a te e a’ tuoi compagni per salute dell’anima mia.
Subito dopo, Francesco con alcuni compagni, iniziò il cammino verso quel monte dando inizio anche al cammino spirituale dell’Uomo.
Nel 1224 durante un ritiro per un digiuno di 40 giorni nel mese di Agosto per prepararsi alla festa di San Michele
i segni tangibili dell'incontro diretto con Dio segnarono il suo corpo. Mentre era assorto nella preghiera il Santo ricevette le Sacre Stimmate.
La Verna divenne subito luogo sacro e il cuore dei Francescani, che costruirono un Convento, uno dei più famosi
conventi del Casentino, Successivamente divenne luogo di numerosi e prolungati periodi di ritiro e negli anni
successivi sorsero alcune piccole celle, nel 1216-18 fu innalzata la chiesetta di Santa Maria degli Angeli, che fu ampliata nel 1250-1260 e che
contiene le terracotte robbiane, commissionate dalla famiglia fiorentina dei Bartoli ad Andrea della Robbia.
Il santuario de La Verna è articolato in diverse strutture, nate sui luoghi dove il Santo ha vissuto, pregato, meditato ed è stato testimone di miracoli.
Lungo il sentiero selciato de La Beccia, si incontra un arco, la cosiddetta "Porta degli Uccelli", dove avvenne il saluto degli uccelli all'arrivo del Santo
in quel luogo solitario.
Passando dal piazzale lastricato, il Quadrante, si giunge alla Basilica di Santa Maria Assunta, costruita tra il 1348 e il 1509.
All'interno, tra le numerose opere d'arte, si possono ammirare la "Annunciazione Niccolini", terracotta invetriata di Andrea della Robbia (1475),
chiara espressione dell'alto livello raggiunto da tale artista; l'Organo del Cinquecento, manufatto eccezionale per le tonalità musicali realizzabili;
la Cappella delle Reliquie del Santo, dove sono conservati un flagello, parte del cordiglio e del bastone e un pezzo di panno intriso di sangue.
Per assaporare profondamente l'atmosfera del luogo, bisogna scendere fino al Sasso Spicco, enorme fenditura nella roccia, dove San Francesco era solito
fermarsi per pregare. Questo masso, secondo la leggenda, fu originato dal terremoto avvenuto dopo la morte di Gesù Cristo.
Altri luoghi, carichi di religiosità, sono il Corridoio delle Stimmate (1578), dal quale si può accedere al Letto di San Francesco e la Cappella delle Stimmate,
iniziata a costruire nel 1263 dal Conte Simone dei Conti Guidi da Battifolle.
La visita può proseguire con la salita alla vetta del Monte Penna, dal quale è possibile ammirare uno dei più affascinanti panorami del Casentino.
Il Santuario francescano della Verna, situato a pochi chilometri da Chiusi della Verna vicino ad Arezzo, è destinazione di molti pellegrini.
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